Le donne dei Lozoraitis
L’interno borghese dell’appartamento in cui Daniela D’Ercole viene ritratta sul divano, si affaccia sul fiume e sul centro di Roma dall’alto di un colle.
L’edificio a cui appartiene si trova in un quartiere isolato di un gruppo di vecchie case costruite lungo la salita e la via di Sant’Onofrio, sulle pendici del Gianicolo, accanto al Vaticano e davanti all’ospedale pediatrico del Bambin Gesù. Chi la ritrae non può essere che lo sguardo complice del marito, Stasys Lozoraitis jr. Nel piccolo casolare di una campagna simile a tanti luoghi nel Lazio o in Umbria, Giovanna Pignatelli e il marito Kazys Lozoraitis, giocano e riprendono la figlia Daina con il gatto e il vecchio cane.
Forse è anche loro il giardino con le stesse piastrelle di cemento così comuni a tanti spazi esterni dei palazzi residenziali italiani della fine dell’800, in cui vediamo tre generazioni di Lozoraitis guardare Daina e il suo triciclo. Tutto molto italiano, tutte scene qualunque di vita di coppie borghesi negli anni ’70. Dev’essere stato terribile per Stasy Lozoraitis e sua moglie Vincenta Matulaitytė vivere così a lungo in esilio. Vedersi invecchiare mentre i tuoi figli crescono, hanno figli ma fanno anche ormai parte di un’altra cultura (e forse realizzare che anche tu, ormai, lo sei).
Caterina Borelli
Vincenta Matulaitytė-Lozoraitienė (1896 –1987)
Daniela D’Ercole-Lozoraitienė (1941-2010)
Giovanna Pignatelli-Lozoraitienė (1930-2021)
Daina Lozoraitis (nata nel 1966)