La famiglia Lozoraitis: Stasys senior, la moglie Vincenta Matulaitytė-Lozoraitienė, i figli Stasys junior e Kazys. Nei secoli XX e XXI sono i fari della storia lituana. Non soltanto perché l'ambasciatore Lozoraitis, e in seguito i suoi figli, continuarono a lavorare come diplomatici nella diaspora e si occuparono della causa della libertà lituana ancora dopo l'occupazione della Lituania da parte dei sovietici, ma anche per i valori che essi sostennero e per la determinazione che dimostrarono nell'assumere le proprie responsabilità.
A Roma, dove viveva dal 1939, Lozoraitis senior acquistò una macchina fotografica. Le immagini che egli catturò costituiscono oggi un documento notevole che, tra le altre cose, offre uno spaccato del tragico periodo, allorché lo Stato lituano visse i suoi ultimi mesi.
Nel 1940, “Villa Lituania” – l’edificio dove allora era ubicata l’ambasciata lituana a Roma – andò perduta. In seguito a ciò, la famiglia Lozoraitis dovette traslocare. Dal 1968, per più di cinquant’anni, visse in via Po, al civico 40. L'appartamento è diventato una casa di famiglia, un'abitazione di proprietà e un'abitazione per i figli.
L'appartamento divenne una casa di famiglia, un luogo di lavoro, ma anche un centro importante per i lituani di tutto il mondo. L’ospite che varcava la soglia si imbatte subito in un Vytis, cioè nel Cavaliere bianco simbolo dello Stato lituano. Qui si poteva ottenere un passaporto diplomatico della Repubblica di Lituania. Infatti, anche dopo l'occupazione della Lituania, alcuni Paesi permettevano il passaggio della frontiera con questo documento.
10 immagini d'archivio - Cronaca della vita dei Lozoraitis in Italia. La macchina fotografica dell'ambasciatore immortala la neve, i gatti, i bambini, i monumenti, gli alberi...