Via Nomentana

La via Nomentana, la cui costruzione iniziò nel 280 AC, è una delle strade consolari della capitale. Situata a nord-est e lunga 34 chilometri, collega la città con Monterotondo. La strada inizia a Porta Pia, da dove i bersaglieri sabaudi entrarono a Roma nel 1870 per porre fine, una volta per tutte, al Papato.

La zona in cui si trova il numero 116 fa parte del quartiere Trieste, già chiamato Savoia in onore della famiglia reale italiana che negli anni ’20 del XX secolo aveva la sua residenza romana a villa Ada (acquistata anni prima come tenuta di caccia). Fino agli anni ’30 il quartiere era una zona residenziale di lusso e lungo la Nomentana si affacciavano delle grandi ville con giardini, ora quasi tutte abbattute per far spazio a edifici di appartamenti oppure adibite a sedi di rappresentanza per aziende e nazioni.

Nel periodo in cui l’ambasciata Lituana si trovava al civico 116, due isolati più avanti in direzione del centro della città nella villa della famiglia nobile romana dei Torlonia risiedeva Mussolini, proprio di fronte alla residenza dei reali a villa Ada.

Il 116 si chiama ancora villa Lituania anche se oggi è sede dell’ufficio consolare dell’Ambasciata russa. Fu costruita dal direttore della banca commerciale Italiana George Page su una parte del terreno di villa Mirafiori, la residenza offerta alla sua amante, la “bella Rosina”, da Re Vittorio Emanuele II.

L’edificio e il parco di 9.000 m2 sono stati progettati da Marcello Piacentini assieme al padre, prima che, per volere di Mussolini, diventasse il massimo rappresentante dell’ideologia fascista in architettura. Nel 1933 gli eredi Page affittarono la villa al governo lituano che l’acquistò nel 1937. Nel 1938 in occasione del 20 anniversario dell’indipendenza del paese, vi si celebra un banchetto per 800 persone.

Caterina Borelli

VIA NOMENTANA 116